Varcare la porta de “La Cucaracha” significa attraversare una sorta di “porta alchemica”, che introduce alla conoscenza della cucina e della cultura messicane attraverso le suggestioni ricevute dai cinque sensi: vista (i colori e l’intensità dell’arte di Frida Kahlo), olfatto e gusto ( i profumi e i sapori dei piatti proposti), udito (la musica tradizionale dei mariachi), tatto (le stoffe e l’artigianato tradizionale).

Una sinergia che permetta di ricomporre l’immagine viva e vitale di una cultura antica eppure aperta al nuovo, sensuale, ricca di energie, tinte forti, passione.

Il contatto con un mondo che è un mix di colori e sapori, dove gli ingredienti della cultura si riflettono negli ingredienti della cucina, che nella totale commistione di generi ha trovato la sua identità, multiforme eppure unica, come testimonia il riconoscimento dell’UNESCO, che l’ha dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità.